Whiplash: tra genio e follia

Whiplash: tra genio e follia

Whiplash è un film del 2014 diretto da Damien Chazelle. Narra la storia di un giovane sontuoso batterista che deve fare i conti con un severo professore interpretato da J.K. Simmons.

Il film è una pietra miliare sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista emotivo infatti ha conquistato ben 3 oscar, come ho già detto, sia dal punto di vista tecnico che da quello attoriale.

Secondo il pubblico, il film lascia una lunga morale dietro, ossia credere nei propri sogni e andare fino in fondo, superando ogni ostacolo. Secondo me c’è qualcosa di molto più grosso dietro; dietro alla morale presentata da Chazelle ci sono tanti altri fattori che meritano di essere analizzati a dovere.

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MUSICA

Oltre ad una fotografia pressoché impeccabile, la prima cosa da analizzare è la musica. La musica dolorosa e crudele di Whiplash è una cosa disturbante, una cosa dolorosa al punto giusto; qualcosa che dovrebbe essere rilassante, qualcosa che dovrebbe aiutare a staccarti dal mondo e rilassarti mettendoti a tuo agio, viene dipinta come la prima causa del male che investe in più occasioni il protagonista.

PERSONAGGI

La seconda cosa da analizzare è la caratterizzazione dei personaggi. Solitamente, in questi casi, si parte dal protagonista, ma io oggi non voglio rispettare le regole, partirò dall’antagonista. Il professor Fletcher, è uno dei migliori villain mai creati fin’ora, e non siamo neanche davanti ad un cine-comic.
L’interpretazione di J.K.Simmons supera ogni tipo di aspettativa, portando a casa la statuetta da parte dell’Academy come migliore attore non protagonista.

GENIO

La bravura del regista sta nell’usare il rapporto tra allenatore/maestro che incute il timore del sergente istruttore Hartman di “Full Metal Jacket”, per condurre lo spettatore nel processo di miglioramento individuale di un musicista che cerca di emergere. Il protagonista è interpretato da Miles Teller, che tira fuori una prova del tutto convincente. Andrew, il protagonista, viene dipinto come un ragazzo solitario che ha come unico obiettivo guadagnarsi un posto come primo batterista nel conservatorio più prestigioso di New York, e grazie ai suoi sforzi riesce a superare qualsiasi ostacolo.

FOLLIA

Dal protagonista ci spostiamo all’ultimo passo da analizzare, che è la follia. La follia è il fattore che caratterizza Whiplash, che un po’ viene incarnata da tutti i personaggi presenti, soprattutto il protagonista che, innervosito dal professore, si isola più di quanto non lo sia già, per raggiungere un unico obiettivo, apparentemente immotivato.

Mai prima si era visto un film sull’ossessione artistica che sconfina con il masochismo: il giovane si riduce le mani a una poltiglia sanguinante. Lui vuole essere il miglior batterista di tutti i tempi, ma perché? Non esiste una motivazione vera e propria: è qui che genio e follia si incontrano; l’ossessione di essere il numero uno, di non accontentarsi di quello che si ha mai. Quindi una fusione tra genio, follia e sregolatezza, tutto racchiuso negli ultimi 15 minuti del film, in cui Andrew compone una sinfonia indimenticabile, tutto contornato dal perenne gioco di sguardi tra il professore e il suo allievo, la suspance e il raggiungimento di un traguardo molto importante per un diciannovenne.

Morale? “NOT QUITE MY FU*KIN TEMPO!”.

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