“Le particelle elementari” di Michel Houellebecq: fine del mondo o nuovo inizio?

“Le particelle elementari” di Michel Houellebecq: fine del mondo o nuovo inizio?

In un’epoca intrisa di sentimenti apocalittici e di un inquietante disagio relazionale, Michel Houellebecq, scrittore francese di formazione scientifica, ci presenta un romanzo originale, “Le particelle elementari”, in cui le storie complesse di due fratellastri, Michel e Bruno, si intrecciano con la storia di un’umanità scarnificata, priva dei valori di una volta e destinata all’autodistruzione per la sopravvivenza.

Il libro si apre con una breve introduzione, in cui si anticipa il contenuto della narrazione: la storia di uno scienziato, Michel Djerzinski, che sogna di clonare gli esseri umani, in maniera tale da creare le condizioni per una mutazione metafisica radicale, soluzione per un periodo storico infelice e desolante per il genere umano. Segue una poesia dedicata agli uomini di quell’epoca, in cui si parla dell’avvento del nuovo regno in cui tutto è realizzabile ed accessibile, rispetto agli uomini dell’epoca precedente, nei confronti dei quali sono debitori, poiché “senza il loro sogno non sarebbero riusciti neppure ad esistere”.

La struttura del racconto inizia con la vita di un Michel quarantenne che, nel luglio del 1998, dopo una carriera già ricca di successi professionali, ha deciso di lasciare il lavoro, dal quale non riesce più a trarre soddisfazione. Poi il racconto si dipana in molti flashback, che fanno smarrire il lettore e lo inducono a tentare di ricostruire la linearità del racconto, in cui si evidenzia una grande alternanza tra la storia di Bruno e quella di Michel.
I due fratellastri sembrano accomunati unicamente dall’abbandono della madre Janine, donna assente e dissoluta, che inizia a frequentare società libertine. Nella figura della madre è presente un rimando autobiografico; infatti, il cognome Ceccaldi è lo stesso della madre dello scrittore, il quale fu a sua volta abbandonato dai genitori e cresciuto dai nonni.

Il libro è suddiviso in tre parti, che corrisponde alle tre fasi di sviluppo della personalità e della vita dei due protagonisti: il regno perduto, momenti strani e illimitato emozionale.

L’insensibile Michael

La vita di Michel è scandita unicamente dai suoi successi negli studi, ma, di contro, mostrerà un’incapacità spiccata di lasciarsi attraversare dalle umane emozioni. L’unica ragazza che sviluppa un profondo affetto per quel ragazzo riservato ed intelligente è Annabelle, sua vicina di casa, ragazza dolce e radiosa, a cui però Michel non sembra essere minimamente sensibile. Si rincontreranno da adulti e tenteranno di costruire una relazione, recuperando il tempo perduto, anche se, nonostante lei lo ami di un amore puro e sincero, Michel non prova amore per lei, ma “compassione, per le immense riserve d’amore che sentiva fremere in lei”. Ma il progetto che si rivela essergli più a cuore concerne ovviamente i suoi studi: vorrebbe cercare di superare i problemi di instabilità del Dna, progettando configurazioni più stabili e decide quindi di trasferirsi in Irlanda, per poter continuare gli studi. Venuta a saperlo, Annabelle capisce ancora una volta di non aver addolcito l’apatia di Michel, e gli chiede di darle almeno un figlio, nonostante i rischi di una gravidanza da ultraquarantenne e Michel acconsente asetticamente. Purtroppo, la presenza di segni di tumore all’utero la costringono ad abortire e a sottoporsi ad isterectomia totale, e Michel decide di rimanerle accanto, ma l’intervento è tardivo: alla scoperta della diffusione del tumore, Annabelle si toglie la vita e Michel ne soffre più di quanto immagina, addirittura si accorge di piangere. Ma poi decide di partire per lavorare, perché è l’unica cosa che sa fare. Quindi si trasferisce in Irlanda, dove passa gli ultimi anni di vita vita nel centro di ricerca.

Il pervertito Bruno

Ai capitoli sulla vita di Michel si intrecciano quelli di Bruno, il quale passa un’infanzia più turbolenta dopo la morte della nonna che lo aveva in affido; è mandato in collegio dove subisce seri episodi di bullismo, soprattutto a sfondo sessuale. Da quel momento in poi inizierà a percepire la sessualità come qualcosa di compulsivo e perverso, rifugiandosi in una masturbazione ossessiva.
Poi conoscerà Anne nel 1981, che diverrà la sua futura moglie con la quale non avrà un rapporto sano poiché continuerà anche da sposato a desiderare altre donne, anzi la tradirà costantemente. Avrà anche un figlio con lei, Victor, che tratterà in maniera pessima, somministrandogli calmanti quando piange e negandogli l’affetto di un padre, anzi considerandolo un peso. Da piccolo Victor ricercherà sempre l’amore del padre, ma, una volta adolescente, lo ignorerà e Bruno rimpiangerà gli sbagli del passato.
Dopo aver divorziato con Anne, frequenta il Luogo del Cambiamento, una comunità New Age: luogo caratterizzato da ideali libertari e libertà sessuale, in cui si cerca di mettere in atto un’utopia concreta, nel rispetto della libertà individuale e della democrazia diretta. Qui Bruno cerca in maniera sfrenata esperienze erotiche, partecipa alle varie attività, finché non incontra una donna, Christiane, un’insegnante di scienze naturali con la quale inizia un rapporto più profondo. Iniziano a vedersi ogni weekend, sperimentano locali per coppie dove si fa sesso di gruppo e alternano a momenti di erotismo puro, momenti di tenerezza e di dolci condivisioni e confessioni.
Bruno capisce a poco a poco di essersi innamorato di lei e per la prima volta si sente pronto a costruire qualcosa di serio. E proprio quando si pensa di aver raggiunto un equilibrio, uno stadio di felicità, la vita crea delle deviazioni. In questo caso subentra una complicazione della malattia di Christiane, la necrosi delle vertebre lombari che la porterà all’invalidità e al successivo suicidio, dopo aver percepito la riluttanza di Bruno a continuare la relazione con un’invalida.

Due vite disagiate tentano di relazionarsi

Nonostante le vite entrambe disagiate per motivi diversi, incapaci di avere una relazione sana con il prossimo (Bruno ossessionato solo dal punto di vista erotico e Michel incapace di considerare il prossimo come qualcuno da amare), i due fratelli trovano sempre un contatto, un dialogo, una chiamata, seppure con modi brutali e spesso poco affettuosi, per relazionarsi e per cercarsi, perché si sentono uniti nelle loro fragilità. Michel, in cerca di intuizioni per portare avanti un suo progetto ancora non ben definito, contatta il fratellastro, riallacciando i loro rapporti, il che li porta ad una serie di incontri, che sono il tramite per far riaffiorare ricordi e stimolare riflessioni su vari argomenti: l’individualismo dilagante, il rapporto difficile con i figli, il matrimonio fallito già in partenza di Bruno, e come questo lo abbia spinto a scrivere poesie e a sedute di psicanalisi.

La paura della fine

Tutto il romanzo è pervaso da un approccio molto drammatico alla morte e una paura logorante dell’invecchiamento, della decadenza e disfunzionalità del corpo che porta a morti accidentali, come quella della nonna che si brucia con l’olio bollente a quelle di Janine, Christiane e Annabelle, che sono causate da malattie logoranti. Le morti di Christiane e Annabelle e l’occasione devastante del lutto farà comprendere ai loro uomini di quanto amore avevano ricevuto e di quanto erano stati incapaci di amare appieno, mentre la morte della madre è vissuta in maniera molto sarcastica con battute cattive e fuori luogo da parte di Bruno, mentre Michel è abbastanza indifferente all’evento e cercherà di giustificare la pazzia del fratello.
Alla fine entrambi i fratelli non hanno una fine felice: Bruno morirà in una clinica psichiatrica in cui deciderà volontariamente di andare dopo la morte di Christiane e la morte di Michel rimane nel dubbio poiché è stata ritrovata la sua auto, ma non il suo corpo.

Un nuovo inizio?

Il disagio delle loro vite individuali si proietterà in una società che inizia a cambiare e dar vita, tramite le mutazioni genetiche, “a una specie nuova, asessuata e immortale, una specie al di là dell’individualità, della separazione e del divenire”, preservando la fraternità, come elemento indispensabile per ricostruire un’umanità riconciliata.
Questa nuova umanità sarà davvero generata o rimarrà il sogno nel cassetto di uno scienziato pazzo? Per scoprirlo continua la lettura del capolavoro di Michel Houellebecq:


Un romanzo sorprendente, spietato e avvincente, dallo stile particolare, in cui si alternano descrizioni scientifiche e asettiche, specialmente di insetti e teorie incomprensibili al lettore – a meno che non sia un esperto del settore – tipiche dei saggi specialisti scientifici, a periodi caratterizzati da un linguaggio crudo e volgare, che sfiorano quasi il cinismo e l’insensibilità. Nel 2006 il regista Oskar Roehler ne ha tratto l’omonimo film.