Fine o rinascita del sentimento amoroso?

Fine o rinascita del sentimento amoroso?

Oggi le relazioni amorose sono nettamente cambiate rispetto al passato, a tal punto che vi è il presagio di una futura scomparsa di un sentimento autentico. Il saggio del 2013, Perché l’amore fa soffrire di Eva Illouz, femminista di origini ebraiche e docente di sociologia all’Università ebraica di Gerusalemme, cerca di indagare le cause della crisi relazionale di oggi, secondo un punto di vista prettamente sociologico. La ricerca è improntata su un paragone continuo tra la società “moderna” – intendendo per essa la società occidentale, emancipata dopo la rivoluzione del ‘68 e nettamente sviluppata dal punto di vista economico e sociale – con quella “premoderna” patriarcale e precedente al boom economico. Il testo si pone l’obiettivo di dimostrare come alcune tendenze della società moderna potrebbero essere causa di una maggiore sofferenza in ambito amoroso.

Uno dei primi fattori che la Illouz esamina è la cosiddetta “trasformazione dell’ecologia e dell’architettura nella scelta del partner”. Nella società premoderna, di solito, la scelta dipendeva interamente dalla volontà della famiglia (generalmente del padre) che monitorava la relazione, dal corteggiamento alla proposta di matrimonio. I parametri di scelta del partner erano principalmente ricchezza economica e prestigio sociale. Di conseguenza, il matrimonio era un patto che non verteva sul sentimento: tutt’al più, con il tempo, grazie all’abitudine e alla stima reciproca, era possibile sviluppare una forma di affetto. Nella società moderna, la maggior parte delle volte accade che la scelta è personale e si basa su nuovi parametri: intimità emotiva, compatibilità psicologica e il cosiddetto “sex appeal”, cioè la capacità di essere sessualmente attraenti e di provocare annichilimento emotivo nell’altro. Ciò implica la genesi di un nuovo tipo di capitale, detto “capitale erotico”, che corrisponde alla «quantità e qualità di attributi erotici che una persona possiede tali da indurre una risposta erotica negli altri». In ultimo, la scelta verte sull’“autenticità emotiva”: ciascuno conosce i propri sentimenti ed agisce in base a quelli. Quindi si rimanda la decisione di sposarsi, nella speranza di ottenere di meglio, a differenza della società premoderna, nella quale, di solito, la scelta del matrimonio coincideva con la prima opportunità economicamente e socialmente accettabile.

Un’altra tendenza della società moderna – che la studiosa rileva tramite numerose interviste – è la cosiddetta “fobia da impegno”, che si distingue in “fobia da impegno edonistica” e “fobia da impegno abulica”. La prima consiste in una collezione compulsiva di relazioni e sul rinvio dell’assunzione dell’impegno; la seconda, invece, è caratterizzata dalla difficoltà a soffermarsi su un unico partner per la troppa vastità di scelta. La fobia da impegno è una tendenza degli uomini che – secondo la studiosa – prediligono una sessualità seriale e un costante bisogno di autonomia, mentre le donne optano per una strategia esclusivista. Eva Illouz, da femminista, individua nella scelta della sessualità seriale una risposta dell’uomo all’emancipazione femminile. Questo cambiamento sociale ha destabilizzato l’uomo che, sentendosi minacciato nel suo primato, cerca di emergere in ambito sessuale.

Un altro fattore emergente nei sondaggi della Illouz è come la fobia da impegno degli uomini possa mettere a rischio la certezza ontologica delle donne. Molte interlocutrici hanno confessato che il loro valore sociale e la loro autostima dipendono esclusivamente dal successo o meno nella loro relazione amorosa e, se essa fallisce, mettono in discussione le loro basi ontologiche. Secondo la studiosa, nel contesto di una società massificata e tecnologizzata è inevitabile una progressiva razionalizzazione del sentimento. L’amore diviene un insieme di reazioni chimiche e un mezzo che «salvaguarda il proprio tornaconto personale e manifesta un progetto utilitaristico del Sé». La sofferenza diviene un sentimento da evitare, poiché espressione di una psiche malata e non mezzo di elevazione dell’anima e di crescita personale. Inoltre, in virtù di un forte potenziamento dei mezzi informatici, internet si rivela la nuova modalità di ricerca del partner: il profilo si trasforma in una lista di attributi visibili che, nel momento in cui si rapportano con quelli degli altri utenti, possono generare compatibilità, competitività e commisurazione delle qualità reciproche.

Tutti questi fattori, spesso causati dall’incessante progresso economico e tecnologico della società, sembrano presagire una svolta epocale in ambito amoroso. La domanda da porsi è: questi elementi porteranno alla fine di un sentimento amoroso autentico o ad una rifondazione di esso tramite un rinnovamento radicale?