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Attesa: spreco di tempo o dolce aspettativa?

Attesa: spreco di tempo o dolce aspettativa?

Nell’era del like con reazione istantanea, dei tweet e degli hashtag quanto riusciamo più ad apprezzare il valore dell’attesa? Nella vita di tutti i giorni, oramai, si fa una gran fatica ad aspettare ogni minima cosa, dall’arrivo dell’autobus a un amico che decida finalmente di dedicare un po’ di tempo a noi. L’attesa è divenuto tempo logorante, vorace; non vediamo l’ora che passi per essere liberi di raggiungere un nuovo obiettivo. Ci abbuffiamo di nuove mete che alla fine si rivelano vacue perché troppo rapidamente vissute.

IL PERCORSO È PIÙ IMPORTANTE DELLA META

Si dovrebbe imparare a cambiare punto di vista e non pensare al traguardo come l’unico obiettivo; il percorso spesso è fondante, ci aiuta a misurare i nostri passi, a vedere il paesaggio che cambia intorno a noi e dentro di noi. Non si può procedere a salti, bendati, con la foga di raggiungere la vetta e poi riaprire magicamente gli occhi su un nuovo paesaggio, ma bisogna imparare a sondare il terreno, a conoscerne le fattezze, le imperfezioni, le buche che potrebbero farci cadere, ma che al contempo ci permettono, nella caduta, di vedere il panorama nei suoi punti più nascosti, belli ed inaspettati.

“UN BELLISSIMO SPRECO DI TEMPO”

L’attesa non è qualcosa di meramente passivo, uno status di stallo e di speranza nel futuro, bisogna predisporre l’animo, allenarlo alla pazienza e ad accogliere con un abbraccio tutto quello che succede, affinché possiamo tramutarlo in preziosa linfa per la nostra anima. Spesso è arduo accogliere qualcosa di doloroso: lo schiaffo di una persona nella quale avevamo confidato per anni o un risultato inaspettato dopo tanta fatica “sprecata”. Spesso all’attesa si associa il sostantivo “spreco”: spreco di tempo, di energie, di sogni mal investiti; ma in realtà è tutto tempo donato per la riflessione, per guardare dentro noi stessi e conoscere i nostri limiti. Infatti la stessa etimologia del verbo “aspettare” (da latino ad + spicio), vuol dire “guardare attentamente”. Solo grazie a questo sguardo introspettivo possiamo fermarci un attimo e notare dettagli che, nella frenesia della vita quotidiana, spesso ci sfuggono o non vogliamo vedere di proposito.

L’ATTESA È L’ARMA VINCENTE NELLE RELAZIONI

Tutti conosciamo la classica frase “L’attesa aumenta il desiderio” ed è davvero un insegnamento chiave in un’era dominata dalle relazioni consumistiche, che si avvalgono di una serata di piacere e poi ognuno ritorna alla propria vita normale, oppure dalle relazioni effimere, vissute tra persone che non hanno voglia di impegnarsi perché si arrendono al primo ostacolo e non hanno la pazienza di aspettare i tempi dell’altro. Invece l’attesa è proprio l’arma vincente per stabilire delle solide basi nella costruzione di una relazione di qualsiasi tipo, sia amicale che amorosa. Ogni relazione comporta una buona dose di diversità dell’altra persona che spesso ha bisogno di tempi diversi per aprirsi e condividere episodi del proprio vissuto o per acquisire completa fiducia nell’altro.

Spesso, invece, rivela modi diversi di pensare e di approcciarsi a determinate situazioni e si è portati a giudicare e condannare negativamente ogni diversità, senza approfondire le motivazioni profonde che spingono quella persona a comportarsi in un determinato modo, dissimile dal nostro, ma neppure già biasimevole a primo acchito. E il dono dell’attesa paziente è una soluzione non da sottovalutare in questi casi. Bisogna darsi tempo, conoscere ogni lato di quella persona – con la consapevolezza di fondo che non basta una vita intera per scoprire appieno se stessi e chi ci sta accanto – vivere una serie di situazioni ed esperienze che portino ad un sano confronto e cercare di armonizzare la propria personalità con quella dell’altro, come due pezzi di puzzle che, seppure diversi, alla fine si incastrano per creare un disegno unico.

Quindi l’attesa diventi una predisposizione d’animo ad accogliere la vita secondo i suoi tempi e il percorso al quale siamo destinati: solo così l’ansia dell’attesa diverrà dolce aspettativa.